Il nuovo Google Play e la sfida ad Apple

Ieri, come milioni di altre persone, avevo intenzione di scaricare un app per il mio cellulare con sistema operativo Android. Accedo al menù ed inizio a cercare l’Android Market, da dove poter scaricare l’applicazione, ma ecco che mi imbatto in qualcosa di nuovo. Google ha infatti deciso di sostituire l’Android Market con Google Play, una nuova piattaforma da cui scaricare apps, e-book, musica e video. L’intento di Google è chiaro, ovvero presentarsi come valida alternativa ad Apple e al AppStore. Non è un segreto che Google con l’acquisto della Motorola ed avendo creato il sistema operativo mobile Android punti ad inserirsi nel mercato dei cellulari e dei tablet non solo per quanto riguarda il software ma anche per l’hardware.

Google ha puntato su Google Play per raggruppare in un unica piattaforma contenuti che fino ad oggi erano disponibili sui vari Google Video, Google E-Book e così via. Ma il vero cambiamento è il fatto che il colosso dei motori di ricerca ha intenzione di imporre ai sviluppatori di apps di appoggiarsi ad un unico sistema di pagamento, ovvero Google Wallet.

Insomma, le mosse di Google lasciano aperti molti spiragli, dal possibile lancio di un tablet low cost alla creazione di un tv on-line con serial e film, ma sembra chiaro che il gigante di Mountain View non ha intenzione di stare a guardare passivamente il successo di Apple.

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Juventus Stadium: stadi nuovi, statistiche ed incassi

Navigando nella rete mi sono imbattuto in una notizia sportiva che però nasconde al suo interno un grande argomento di marketing. La notizia consiste nelle dichiarazioni di Barbara Berlusconi circa la costruzione di un nuovo stadio di proprietà per la società calcistica AC Milan. Ecco, vista così la notizia sembra puramente sportiva, ma andiamo a controllare cosa la costruzione di un nuovo stadio comporta in fatto di vendita di biglietti ed incassi.

Per questa argomentazione riprendo un articolo scritto un anno fa dal sottoscritto sul sito Aironi Rugby Team Supporters, ma tuttavia ancora attuale. Dal 2005 al 2010 in Italia gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti sono aumentati del 7,5 % passando da 172 a 185 milioni. Numeri deludenti in confronto alla Germania, che con un incredibile incremento del 63,2 % è passatada 207 a 330 milioni. La Spagna è aumentata del 43,5 % passando da 276 a 396 milioni, l’Inghilterra da 588 a 700 milioni, con un incremento del 19,1 %. Persino la Francia, seppur da 120 a 137 milioni di euro, ha registrato un aumento del 14,2 %.

Ma da cosa deriva questo aumento degli incassi dovuti alla vendita dei biglietti? La risposta sta nel possedere la proprietà dell’impianto.L’Arsenal, ad esempio è passato dallo storico Highbury al nuovissimo Emirates Stadium, costato 400 milioni di sterline, pagato per il 45 % dalla compagnia aerea araba e per il 55% dalla vendita del terreno edificabile sul quale sorgeva il vecchio stadio. Con questa lungimirante mossa i Gunners sono passati da 192,4 milioni d’inccassi a 263 in un solo anno, con un incidenza della vendita di biglietti pari al 45 %.

E in Italia? Per la stagione 2010/2011 il Milan vanta il 17 % degli incassi provenienti dalla vendita di biglietti, l’Inter il 14 %, seguita dalla Roma con il 13 %, più distaccata la Juventus con l’8 %. Numeri comunque sconcertanti se confrontati con il 39 % del Manchester United, il 38 % dell’Amburgo e il 35 % di Tottenham e Newcastle.

La società torinese Juventus FC si è però distinta in Italia come il primo club sportivo d’alto livello ad aver costruito uno stadio di proprietà. Il Juventus Stadium, inaugurato l’8 settembre 2011, conta 41.000 posti a sedere per un costo complessivo di 125 milioni di euro, e comprende ristoranti, bar, un museo e centri commerciali. L’intento principale della società è quello di avere uno stadio nel cui potersi identificare e incassi provenienti dallo stesso in grado, nel corso degli anni, di coprire le spese sostenute durante la sua costruzione.

Ma la costruzione del nuovo stadio ha portato ad un aumento di spettatori?
La società bianconera è attualmente al quinto posto in questa speciale classifica, rispettivamente dietro a Milan, Inter, Napoli e Roma. Non il migliore dei piazzamenti verrebbe da pensare, ma andiamo ad analizzare meglio i dati, andando a calcolare la percentuale di riempimento dei vari impianti:

MILAN – 82.995/47.986 = 57,8 %
INTER – 82.955/42.860 = 51,6 %
NAPOLI – 60.240/39.470 = 65,5 %
ROMA – 73.261/37.714 = 51,4 %
JUVENTUS – 41.000/36.894 = 89,9 %

Che dure, i numeri parlano chiaro, il nuovo stadio di proprietà permette un riempimento dello stesso che sfiora il 90 %, cifre molto superiori rispetto alle avversarie. Ma se andiamo a vedere i dati relativi la Juventus per la stagione passata, nel vecchio Stadio Olimpico di Torino, con una capienza totale di 27.994, Del Piero e compagni richiamavano allo stadio una media di 21.966 spettatori, ovvero il 78,4 % dei posti a sedere totali. In una metà stagione si è registrato un aumento del 59,5 % di spettatori medi e l’11,5 % in più sulla percentuale di riempimento dello stadio.
Club italiani, cosa aspettate?

Come gli stadi inglesi? No, meglio. Molto meglio. Più comodo ed economico di Wembley, più bello e “atmosferico” di Stamford Bridge e ve lo dice una tifosa del Chelsea. Per certi versi mi ricorda l’Emirates Stadium, il più moderno degli impianti inglesi, ma che è costato molto di più. Dello stadio della Juventus mi ha colpito la visuale, perché anche in alto si riesce a vedere benissimo e questa è l’essenza del calcio. Fuori non è granché, ha un look vagamente Anni ’70, ma dentro ha un impatto micidiale. E mi ha emozionato più durante la partita col Parma che nell’inaugurazione: rende al massimo con il calcio vero.” (Emma Wallis, inviata BBC)

A Day in the Internet: ecco quanti dati girano su internet!

Internet è una risorsa ormai fondamentale per la vita della maggior parte delle persone. Internet ci permette di lavorare, informarci, divertirci e tenerci in contatto, e ci offre praticamente tutto ciò che cerchiamo.

Ma quanti dati circolano sulla rete?

Bhè, se siete interessati e curiosi di scoprirlo, c’è un sito che vi può accontentare, o se non altro darvi un idea delle possibilità che il web ci offre ogni giorno. Il sito, con una grafica divertente e simpatici paragoni ci dà con una foto le cifre approssimative riguardo le foto caricate su Facebook, i video postati su YouTube, gli articoli postati sui blog, i minuti di porno visitati in media, le mail spedite o le ore di film visti.

Ok, non voglio rovinarvi la sorpresa quindi controllate voi stessi!

Alfa Romeo, ovvero come fidelizzare il cliente

Il mondo delle case automobilistiche è una realtà importante che conta miliardi di euro di fatturati ed un mercato in forte espansione nei paesi in via di sviluppo e una concorrenza agguerrita nei paesi industrializzati.

Si possono distinguere chiaramente sei nazioni che si contendono il mercato:

Italia con Alfa Romeo, Fiat, Lancia e le supersportive Ferrari, Lamborghini e Maserati

Germania con Volkswagen, Audi, Bmw, Opel e Mercedes-Benz

Stati Uniti con Chrysler, Chevrolet, DMC, Ford, Dodge, Jeep…

Giappone con Nissan, Toyota, Mitsubishi, Suzuki e Honda

Francia con Renault, Citroen e Peugeot

India con la Tata

Altre nazioni, come UK, Spagna, Svezia, Russia e Cina occupano un mercato minore, seppur in forte crescita. In parole povere il mercato è piuttosto affollato ma il numero di possibili acquirenti offre numeri da capogiro, quindi molte case automobilistiche hanno optato per un forte targeting e segmentazione dei clienti, arrivando ad offrire modelli di automobili per una sola fetta di mercato. La Ferrari ad esempio, produce solo supersportive, mentre l’americana Hummer solo Jeep mastodontici. Altri marchi, come Fiat, Volkswagen o Ford invece hanno un’offerta più diversificata, che spazia dalle monovolume ai suv, passando per berline e station wagon.

Come fa quindi una casa automobilistica a distinguersi in questa spietata concorrenza?

La risposta ce la dà l’italiana Alfa Romeo, che grazie ad un servizio clienti eccezionale ha creato una fidelizzazione senza precedenti con numerose attività private che non fanno altro che accrescere il prestigio del brand. Il progetto marketing di Alfa Romeo consiste nella creazione di un fan club ufficiale, “Alfisti“, accessibile solo ai propretari di una vettura della casa automobilistica milanese, e ad un tesseramento che permette di usufruire di sensibili sconti su accessori e l’acquisto di una nuova vettura del marchio. Il tesseramento include facilitazioni nel nolleggio di un Alfa Romeo, newsletter su eventi ufficiali, raduni e anteprime, nonchè corsi di guida sicura e guida sportiva in pista. Per avvicinare maggiormente il cliente al brand è inoltre possibile ricevere sms o mail di promemoria sui pagamenti relativi all’auto, quali bollo, assicurazione o tagliandi, dando al consumatore la possibilità dunque di esser seguito e assistito durante l’intero ciclo vitale del prodotto.

Insomma, distinguersi anche in un mercato così agguerrito è possibile, e come sempre, la soluzione ad ogni problema di marketing non si trova nei prodotti, bensì nel cliente, che dev’essere il primo pensiero dell’azienda.

Sul ponte di comando c’è solo una persona, ed è il cliente. Egli ha il potere di licenziare chiunque nell’impresa, da presidente in giù, semplicemente andando a spendere i propri soldi da un’altra parte.” (Sam Walton, fondatore del Wal-Mart Store)