Intervista esclusiva al fondatore di “Calabria dinamica”, network di sostegno alle startup

Domenico Nicolò è docente di economia aziendale presso l’Università degli Studi di Reggio Calabria, nonchè fondatore del progetto “Calabria dinamica”, network di collegamento tra startup, imprenditoria e lavoro. 2SNetCom l’ha intervistato in esclusiva per mostrare un esempio di eccellenza italiana e volontà di realizzare idee concrete.

1) In cosa consiste il progetto “Calabria Dinamica”?
Calabria dinamica è una rete di persone (professionisti, imprenditori, studiosi e studenti) interessati al tema dell’imprenditorialità e dell’innovazione. Ho creato questa rete per donare a coloro che vogliono creare una nuova impresa un ingrediente prezioso: le relazioni.Al momento Calabria dinamica è presente in un gruppo linkedin (oltre 190 membri) e in una pagina facebook (oltre 840 fan). Abbiamo anche un blog con oltre 15000 visualizzazioni di pagina e un account twitter (DomenNicolo) con quasi 400 followers

2) Si parla spesso di difficoltà nell’investire ed avviare attività nel mezzogiorno, quali sono, se ci sono, le difficoltà riscontrabili in una regione come la Calabria?
La Calabria (Reggio Calabria in particolare) è il posto peggiore nel quale avviare un’impresa. Le condizioni di contesto, caratterizzate dalla incredibile presenza della n’drangheta e la scarsa diffusione della cultura d’impresa, rendono difficilissimo l’avvio e lo sviluppo delle imprese.

3) In questo periodo di crisi, quali suggerimenti si sente di dare a chi vorrebbe aprire un’attività?
Consiglio di farlo senza pensarci troppo, seguendo l’istinto e valorizzando il proprio talento. Ogni talento, ogni passione autentica, possono diventare un’idea imprenditoriale vincente. Nei periodi di crisi si aprono nuove grandi opportunità. Mi sento di sconsigliare l’avvio di imprese soltanto a coloro che non amano lavorare con grande passione.

4) Quali sono le mosse giuste per creare una startup di successo?
Non ci sono mosse giuste in assoluto, ma solo mosse sbagliate come, ad esempio, avviare un’impresa soltanto per ottenere finanziamenti agevolati, senza valutarne attentamente la sostenibilità economico-finanziaria, scegliere le persone del team senza prestare molta attenzione alla loro moralità e alle loro qualità umane. Gli ingredienti necessari sono: innovazione, talento, determinazione, lavoro duro, propensione al rischio (non incoscienza).

5) Essendo Docente universitario, c’è qualcosa che cambierebbe nell’università italiana?
L’università italiana ha un cancro: la burocratizzazione. I burocrati ci hanno sommerso di adempimenti sottraendoci tempo alla ricerca. Inoltre, com’è noto, i tagli così consistenti alla ricerca dimostrano inequivocabilmente che la nostra società non crede nel futuro.