Still Pushin’ Clothing: magliette hip hop e strategie marketing

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Still Pushin’ Clothing (www.stillpushin.it) è un brand ed e-commerce online di vendita di abbigliamento, ed in particolare di t-shirt ispirate alla cultura hip hop. Il brand offre magliette ad un costo basso e di buona qualità e per farsi conoscere ha puntato forte sui social network, la fidelizzazione del cliente e il targeting.

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Per prima cosa Still Pushin’ Clothing è presente sui maggiori social network, come Facebook, Twitter ed Instagram. Su questi canali cerca di coinvolgere il pubblico tramite foto dei propri prodotti, foto di star dell’hip hop che hanno scelto di indossare le loro maglie, oppure linkando canzoni rap italiane e non.

Still Pushin' Clothing Shirt Hip Hop illuminatiLa grande connessione con il mondo hip hop è lampante e si palesa tramite l’utilizzo delle maglie Still Pushin’ da parte di rappers italiani del calibro di Clementino o Lirical Drugs. L’utilizzo da parte di questi artisti delle magliette di questo brand permettono di creare una sorta di pubblicità dettata dal passaparola  e dall’interesse dei fan.

Still Pushin' Clothing Shirt Hip Hop Clementino Radio DeeJay Smoke weed everydaySul sito internet possiamo trovare la sezione “fan gallery“, nella quale vengono pubblicate foto di coloro che hanno comprato ed indossano maglie Still Pushin’ Clothing. Si invitando dunque i clienti ad inviare le proprio foto alla mail da loro indicata, in modo da poter vederla pubblicata a fianco di quelle di alcune delle maggiori personalità dell’hip hop.

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Twitter usa la mail

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Arriva una grande novità in Twitter: le nuove funzionalità riguardano l’integrazione con la mail. Sarà presto possibile inviare anche via mail i vostri tweet, non solo a chi è iscritto, ma anche alle persone che non utilizzano il social network. L’obiettivo di Twitter è quello di allargare il numero degli utenti. Sotto al box per scrivere nuovi tweet ci sarà il pulsante “Altro” con l’opzione “Invia tweet via email”. Con un solo click il tweet arriverà via mail a tutti i contatti che vorrete, anche se questi non hanno un account Twitter.

L’ingegnere Stefan Filip ha dichiarato: “A volte, oltre a condividere un messaggio con i tuoi follower, si desidera scambiarlo anche con altri gruppi, amici o familiari che non sono ancora su Twitter. Ecco perché abbiamo introdotto questa funzionalità”,

Questa funzione era presente nelle versioni mobile del social ed ora sarà implementata anche al sito principale.

Twitter allarga i suoi orizzonti con questa funzionalità, lo scopo principale è quello di condividere e sensibilizzare chi non fa ancora parte di questo social, molto diffuso tra i vip e non solo. Dopo questa piccola introduzione ma ricca di genialità si spera di incrementare utenti e avere sempre più followers. Non ci resta che condividere.

Rugby: un’infografica dei club con più tifosi e più presenti su Facebook

A poche ore dall’inizio del Test Match dell’Olimpico di Roma tra Italia ed All Blacks, 2snetcom vi propone un’interessante infografica sul mondo del rugby, il marketing sportivo e i social network. Pochi giorni fa vi avevamo proposto un articolo simile inerente al mondo del calcio. Il rugby ha una notorietà più limitata rispetto al calcio ma, come vedremo, anche in questo sport la comunicazione è molto importante. Quasi la totalità dei club europei possiede una pagina Facebook ufficiale, tramite la quale si mantiene in contatto coi tifosi e spesso organizza concorsi e sondaggi per creare un rapporto stretto con i supporters.

Dall’infografica si evince che, seppur siano stati gli inglesi a creare questo gioco, non sono i britannici ad avere il pubblico più vasto sui social network.

Instagram sbarca su Windows phone

Windows phone è con Ios e Android uno dei principali sistemi operativi mobile, ma come ben sappiamo il suo store è meno ricco rispetto ai suoi rivali.  Microsoft sta accorciando le distanze per incrementare il suo store con  nuove applicazioni:  una di queste è Instagram, che  è stata scaricata da moltissimi utenti in tutto il mondo caricando cinque miliardi di foto in pochissimi mesi. Instagram sarà disponibile entro la fine dell’anno sul Marketplace di Microsoft per i terminali di Windows phone 8. La piattaforma di Microsoft è sempre stata oggetto di critiche proprio per la mancanza di molte applicazioni premium che sono disponibili sia per iOS che per Android; Instagram è oggi una delle app più utilizzate in tutto il globo, tanto da aver attirato l’interesse di un colosso come Facebook, che l’ha acquisita. E’ probabile che Microsoft abbia cercato di spingere proprio Facebook per realizzarla in versione WP8, dati i buoni rapporti che intercorrono tra la società di Steve Ballmer e quella di Mark Zuckerberg. Da questo momento in poi per Microsoft si apriranno nuovi orizzonti nel mondo delle app mobile, in quanto l’apertura ad Instagram rappresenta la punta di diamante sul progetto di crescita e espansione del proprio store.

Facebook completa l’acquisto di Instagram

Instagram lo conosciamo praticamente già tutti, e se non lo conosciamo ci basta sapere che è una delle applicazioni mobile più scaricate del momento, che ci permette di caricare delle foto, modificandole con dei filtri, sul nostro profilo. In pochi mesi sull’applicazione sono state caricate 5 miliardi di foto, creando un vero e proprio social network fotografico dotato di tags ed accounts.

Il fenomeno internet non poteva certamente passare inosservato, ed ha talmente incuriosito Facebook da volerne l’acquisizione. Dopo mesi di tira e molla finalmente l’accordo è stato trovato e , con il benestare dell’antitrust USA, Facebook verserà 741 milioni di dollari per inglobare l’applicazione mobile e trasferire gli appena 16 dipendenti della app mobile.

Zuckerberg ha affermato che Instagram rimmarrà indipendente e potrà godere del supporto di Facebook per sfruttare al massimo le proprie potenzialità. Nonostante i 300 milioni di foto caricate ogni giorno su Facebook, Zuckerberg non è ancora riuscito a far breccia nelle app e siti di fotografia online, e grazie all’acquisizione di Instagram tenterà di integrare con una sola applicazione la diffusione delle foto su più social network. La crescita di Facebbok e Instagram non sarà quindi dissociata, ma parallela.

Twitter e rugby, i Leeds Rinhos applicano i nickname dei giocatori sulle maglie

Lo sport è sempre più legato al business e gestire una società sportiva spesso equivale a gestire un’azienda. Di questo fatto deve essersene accorta la società di Rugby League, il rugby nella sua versione a 13 giocatori, di Leeds: i Leeds Rhinos. Con un astuta strategia di marketing, i dirigenti della società del nord Inghilterra hanno deciso di puntare forte sulla presenza su Twitter per allargare il proprio bacino di tifosi. La società non si è però limitata solamente a twittare frequentemente per informare i tifosi, ma hanno deciso di apporre sulle maglie, al posto dei cognomi dei giocatori, il loro nick di Twitter, permettendo così ai supporters di seguire i propri begnamini.

La trovata pubblicitaria è stata precedentemente utilizzata anche da altre squadre, seppur per singole partite. La squadra di calcio della Liga spagnola, il Valencia CF, nel big match contro il Barcellona, non avendo un main sponsor sulla maglia, decise di spplicare la scritta @valenciacf, pubblicizzando il profilo societario sul social network. Anche la squadra di calcio messicana Jaguares aveva deciso di apporre i nick dei vari giocatori sul retro delle maglie, con tanto di logo di Twitter vicino al numero di maglia.

Kiwi Local: l’app italiana per comunicare e restare in contatto!

“La comunicazione è ovunque, e l’uomo non può non comunicare.”

Questa è una delle sentenze che stanno alla base della scienza della comunicazione e che dimostrano come le persone comunichino qualcosa in continuazione, sia verbalmente che non. Da questo presupposto saranno partiti i giovani ideatori di Kiwi Local, una mobile  app tutta italiana disponibile su Android, IPhone e Blackberry.

Kiwi Local è una applicazione per smartphone che ci permette di comunicare con chi si trova nelle nostre vicinanze. Una bacheca, il Wall, ci permette di condividere dei messaggi personali e leggere i messaggi di chi ci sta intorno, condividere la nostra posizione e chattare. Insomma, con Kiwi possiamo sapere dove si trovano i nostri amici e stringere nuove amicizie con chi si trova nel nostri paraggi.

Immaginate di trovarvi in un luogo che non conoscete e di aver bisogno di informazioni, basta un messaggio sul vostro profilo, e gli utenti di Kiwi Local che si trovano vicino a voi possono risponderti in istantaneo. Come dice il motto dell’app quindi “People nearby can be the answer!”.

2SNetCom ha parlato con Mario Parteli che, con Marco Rizzone, cura l’area marketing della start-up.

A che punto siete dell’ottimizzazione dell’app?
Fino ad ora non abbiamo mai voluto pubblicizzare l’app perchè ci siamo concentrati esclusivamente ad attivita’ di fixing, per rendere l’app perfetta. Abbiamo deciso di uscire con una versione beta privata, ossia app scaricabile dai market, ma attivabile tramite un betacode, in modo tale da poterla testare grazie ai feedback dei primi utenti, e visto che l’obiettivo e’ quello di interagire con le persone intorno a noi, non volevamo creare un effetto negativo sulla clientela. Abbiamo rilasciato diversi aggiornamenti ed allo stato attuale abbiamo raggiunto un buon livello di usabilita’.

Quali sono le strategie di marketing per la diffusione dell’app?

Abbiamo sbloccato il beta code a Firenze, dopo qualche test event e abbiamo partecipato al Film Festival di Taormina. Ora stiamo partecipando all’Intel Business Challenge e abbiamo passato il primo round.
A livello di socialmedia marketing abbiamo attivato un blog, la pagina Twitter e la pagina Facebook e da settembre abbiamo in programma diversi eventi importanti tra Milano, Roma e Firenze, in cui abbiamo pianificato il lancio ufficiale dell’app. Inoltre abbiamo stretto importanti partnership, tra cui Mc Donald’s Toscana, in cui sara’ possibile interagire all’interno dei fast food tramite kiwi.

Volunia: analizziamo il nuovo motore di ricerca

Di Volunia e di Massimo Marchiori avevamo parlato già tempo fa in un articolo che potete rileggere. Per chi non lo voglia rileggere farò un breve riassunto. Marchiori è un ricercatore italiano che anni fa ideò l’algoritmo che permette a Google di funzionare. L’algoritmo è stato comprato da Larry Page, che fondò il celebre motore di ricerca. Marchiori, non perfettamente a proprio agio con le grandi multinazionali tech, decise di rifiutare ogni proposta di lavoro da Google, Apple e Microsoft e di continuare le proprie ricerche a Padova.

Non pienamente soddisfatto di aver ideato il più diffuso motore di ricerca al mondo, Marchiori negli ultimi anni ha dichiarato di lavorare per progettare un nuovo motore di ricerca, più efficente di Google e suo futuro antagonista: Volunia.

Quel giorno è arrivato e Volunia è stato ufficialmente lanciato (in versione Beta), e noi analizzeremo questo nuovo search engine.

GRAFICA
Per prima cosa Volunia si differenzia da Google e da Bing in quanto ha una grafica molto meno minimalista, e al limite dell’infantile, ricordandomi i menu di gioco di qualche videogame per ragazzini. Ovviamente questa non è una critica, in quanto sicuramente si tratta di una scelta ben precisa.

SOCIAL
Aspetto fondamentale di Volunia è il fatto che oltre ad esser un motore di ricerca, si presenta del tutto simile ad un social network. Gli utenti si possono infatti registrare, creare il proprio profilo ed inserire la propria immagine. Volunia dispone di una chat e un sistema di amicizie tra utenti, proprio come Facebook, LinkedIn o altri social networks. Una volta effettuata una ricerca inoltre, Volunia ci mostra i vari risultati, offrendo a fianco del sito una nuvoletta che ci mostra il numero di persone che sono presenti sulla pagina e le persone che l’hanno visitata da poco. Sulla parte destra inoltre è possibile visualizzare la chat aperta relativa a quel sito.

TRENDS
Altra novità è la sezione Trends, che mostra una classifica delle pagine e delle news, ovvero articoli, più letti e ricercati tramite questo nuovo motore di ricerca. Una sorta di giornale online con gli articoli più interessanti del giorno.

SHARE
Infine, una piccola ma comoda novità è la possibilità di condividere tramite link, o direttamente su Facebook e Twitter le nostre ricerche, in modo da offrire ai nostri amici dei consigli su ricerche ed argomenti.

Insomma, senz’altro Volunia rappresenta una novità ed è Made in Italy, ora toccherà agli utenti interfacciarsi con questo search engine per poter trarre conclusioni sul successo e la funzionalità di questo sito.

Brandyourself, ovvero come crearsi una buona reputazione online

Con la diffusione di internet, ce ne siamo accorti tutti, è sempre più facile rintracciare una persona e, soprattutto grazie ai social network, reperire informazioni al limite della privacy. E’ vero, su Facebook, come su Twitter o LinkedIn ci si può proteggere con impostazioni della privacy molto serrate, però non potremmo far nulla contro eventuali articoli, foto o commenti nocivi alla nostra immagine e reputazione.

Ad offrire questo servizio ci sono già delle agenzie online che, a pagamento, fanno pressioni per eliminare contenuti negativi nei confronti di una persona o azienda, e al tempo stesso cercano di far indicizzare al meglio i contenuti positivi.

Ma se siamo persone presenti sul web, che vogliono semplicemente curare che quando si googla il nostro nome escano risultati positivi?

Bhè, in questo caso non c’è bisogno di spendere soldi, ma ci si può registrare su Brandyorself, un network online che ci aiuta a costruire una reputazione positiva su internet. Il tutto sembra superfluo, non essendo noi dei vip, ma bisogna pensare che sempre più spesso i datori di lavoro fanno ricerche online prima di assumere del personale.

Vorremmo quindi che come primo risultato su Google escano le foto di quando eravamo ubriachi al matrimonio di un amico, oppure un profilo LinkedIn professionale e ben gestito?

Brandyourself fa proprio questo, ci linka i primi risultati che escono googlando il nostro nome, ci chiede di etichettarli come “positivo”, “negativo” o “non si tratta di me”, ed infine ci offre una valutazione sulla nostra reputazione online.

 

Nel caso vi vogliate registrare questo è il link: www.brandyourself.com