Still Pushin’ Clothing: magliette hip hop e strategie marketing

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Still Pushin’ Clothing (www.stillpushin.it) è un brand ed e-commerce online di vendita di abbigliamento, ed in particolare di t-shirt ispirate alla cultura hip hop. Il brand offre magliette ad un costo basso e di buona qualità e per farsi conoscere ha puntato forte sui social network, la fidelizzazione del cliente e il targeting.

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Per prima cosa Still Pushin’ Clothing è presente sui maggiori social network, come Facebook, Twitter ed Instagram. Su questi canali cerca di coinvolgere il pubblico tramite foto dei propri prodotti, foto di star dell’hip hop che hanno scelto di indossare le loro maglie, oppure linkando canzoni rap italiane e non.

Still Pushin' Clothing Shirt Hip Hop illuminatiLa grande connessione con il mondo hip hop è lampante e si palesa tramite l’utilizzo delle maglie Still Pushin’ da parte di rappers italiani del calibro di Clementino o Lirical Drugs. L’utilizzo da parte di questi artisti delle magliette di questo brand permettono di creare una sorta di pubblicità dettata dal passaparola  e dall’interesse dei fan.

Still Pushin' Clothing Shirt Hip Hop Clementino Radio DeeJay Smoke weed everydaySul sito internet possiamo trovare la sezione “fan gallery“, nella quale vengono pubblicate foto di coloro che hanno comprato ed indossano maglie Still Pushin’ Clothing. Si invitando dunque i clienti ad inviare le proprio foto alla mail da loro indicata, in modo da poter vederla pubblicata a fianco di quelle di alcune delle maggiori personalità dell’hip hop.

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YouTube crea canali tematici a pagamento e sfida la tv

Con l’avvento del web 2.0 sembra siano destinati a cambiare molti aspetti della nostra vita. Se da una parte, grazie a servizi con Whatsapp e Skype, il modo di comunicare è cambiato, d’altra parte internet sta mettendo a dura prova i giornali e i libri cartacei grazie ad ebook e giornali online. Ora anche la televisione classica è minacciata, a causa della decisione di YouTube di creare canali tematici a pagamento a partire da ottobre. I nuovi canali, del tutto simili a quelli televisivi, trasmetteranno in streaming sul sito di video più famoso al mondo e avranno un costo che oscillerà tra i 75 centesimi e 3 euro e mezzo. Che sia l’inizio di una nuova era?

Twitter usa la mail

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Arriva una grande novità in Twitter: le nuove funzionalità riguardano l’integrazione con la mail. Sarà presto possibile inviare anche via mail i vostri tweet, non solo a chi è iscritto, ma anche alle persone che non utilizzano il social network. L’obiettivo di Twitter è quello di allargare il numero degli utenti. Sotto al box per scrivere nuovi tweet ci sarà il pulsante “Altro” con l’opzione “Invia tweet via email”. Con un solo click il tweet arriverà via mail a tutti i contatti che vorrete, anche se questi non hanno un account Twitter.

L’ingegnere Stefan Filip ha dichiarato: “A volte, oltre a condividere un messaggio con i tuoi follower, si desidera scambiarlo anche con altri gruppi, amici o familiari che non sono ancora su Twitter. Ecco perché abbiamo introdotto questa funzionalità”,

Questa funzione era presente nelle versioni mobile del social ed ora sarà implementata anche al sito principale.

Twitter allarga i suoi orizzonti con questa funzionalità, lo scopo principale è quello di condividere e sensibilizzare chi non fa ancora parte di questo social, molto diffuso tra i vip e non solo. Dopo questa piccola introduzione ma ricca di genialità si spera di incrementare utenti e avere sempre più followers. Non ci resta che condividere.

Dopo Megaupload e Megavideo, Kim Dotcom lancia la musica di Megabox

Kim Dotcom lo conosciamo già quasi tutti, si tratta infatti del nerd milionario ed esagerato che ha ideato Megavideo e Megaupload, le due piattaforme di sharing e streaming più famose del web. Nei mesi passati la sua fortuna però ha subito un duro colpo, con numerosi processi per frode, truffa, insade trading e pirateria informatica.

Ora Kim Dotcom alias Kim Schmitz, attualmente agli arresti domiciliari, ha annunciato una novità, ovvero l’aver puntato l’industria musicale e la volontà di lanciare Megabox, una piattaforma online che, almeno nelle intenzioni, si propone come alternativa ed avversaria di iTunes, la piattaforma musicale made in Apple.

L’idea è semplice, e come ogni idea di Mr. Dotcom porta con sè anche una grande quantità di soldi e guadagni, più o meno leciti. Ogni artista presente su Megabox riceverà l’equivalente del 90% sul prezzo di vendita del download effettuato, mentre Megabox incasserà il restante 10%.

Dal proprio profilo di Twitter, Kim annuncia che ci saranno novità nei prossimi giorni. Si tratta di possibili accordi con artisti della musica e magari verrà svelata una funzionalità social del sito in fase di creazione. Intanto Megabox incassa i complimenti del cofondatore di Apple, Steve Wozniak, che si dichiara in trepida attesa di poter testare la nuova invenzione di Mr Dotcom. I due colossi del web si sono infatti incontrati in Nuova Zelanda, nella casa dove Kim ha l’obbligo di risiedere, ed hanno immortalato il tutto in uno scatto postato su Instagram.

Volunia: analizziamo il nuovo motore di ricerca

Di Volunia e di Massimo Marchiori avevamo parlato già tempo fa in un articolo che potete rileggere. Per chi non lo voglia rileggere farò un breve riassunto. Marchiori è un ricercatore italiano che anni fa ideò l’algoritmo che permette a Google di funzionare. L’algoritmo è stato comprato da Larry Page, che fondò il celebre motore di ricerca. Marchiori, non perfettamente a proprio agio con le grandi multinazionali tech, decise di rifiutare ogni proposta di lavoro da Google, Apple e Microsoft e di continuare le proprie ricerche a Padova.

Non pienamente soddisfatto di aver ideato il più diffuso motore di ricerca al mondo, Marchiori negli ultimi anni ha dichiarato di lavorare per progettare un nuovo motore di ricerca, più efficente di Google e suo futuro antagonista: Volunia.

Quel giorno è arrivato e Volunia è stato ufficialmente lanciato (in versione Beta), e noi analizzeremo questo nuovo search engine.

GRAFICA
Per prima cosa Volunia si differenzia da Google e da Bing in quanto ha una grafica molto meno minimalista, e al limite dell’infantile, ricordandomi i menu di gioco di qualche videogame per ragazzini. Ovviamente questa non è una critica, in quanto sicuramente si tratta di una scelta ben precisa.

SOCIAL
Aspetto fondamentale di Volunia è il fatto che oltre ad esser un motore di ricerca, si presenta del tutto simile ad un social network. Gli utenti si possono infatti registrare, creare il proprio profilo ed inserire la propria immagine. Volunia dispone di una chat e un sistema di amicizie tra utenti, proprio come Facebook, LinkedIn o altri social networks. Una volta effettuata una ricerca inoltre, Volunia ci mostra i vari risultati, offrendo a fianco del sito una nuvoletta che ci mostra il numero di persone che sono presenti sulla pagina e le persone che l’hanno visitata da poco. Sulla parte destra inoltre è possibile visualizzare la chat aperta relativa a quel sito.

TRENDS
Altra novità è la sezione Trends, che mostra una classifica delle pagine e delle news, ovvero articoli, più letti e ricercati tramite questo nuovo motore di ricerca. Una sorta di giornale online con gli articoli più interessanti del giorno.

SHARE
Infine, una piccola ma comoda novità è la possibilità di condividere tramite link, o direttamente su Facebook e Twitter le nostre ricerche, in modo da offrire ai nostri amici dei consigli su ricerche ed argomenti.

Insomma, senz’altro Volunia rappresenta una novità ed è Made in Italy, ora toccherà agli utenti interfacciarsi con questo search engine per poter trarre conclusioni sul successo e la funzionalità di questo sito.

Brandyourself, ovvero come crearsi una buona reputazione online

Con la diffusione di internet, ce ne siamo accorti tutti, è sempre più facile rintracciare una persona e, soprattutto grazie ai social network, reperire informazioni al limite della privacy. E’ vero, su Facebook, come su Twitter o LinkedIn ci si può proteggere con impostazioni della privacy molto serrate, però non potremmo far nulla contro eventuali articoli, foto o commenti nocivi alla nostra immagine e reputazione.

Ad offrire questo servizio ci sono già delle agenzie online che, a pagamento, fanno pressioni per eliminare contenuti negativi nei confronti di una persona o azienda, e al tempo stesso cercano di far indicizzare al meglio i contenuti positivi.

Ma se siamo persone presenti sul web, che vogliono semplicemente curare che quando si googla il nostro nome escano risultati positivi?

Bhè, in questo caso non c’è bisogno di spendere soldi, ma ci si può registrare su Brandyorself, un network online che ci aiuta a costruire una reputazione positiva su internet. Il tutto sembra superfluo, non essendo noi dei vip, ma bisogna pensare che sempre più spesso i datori di lavoro fanno ricerche online prima di assumere del personale.

Vorremmo quindi che come primo risultato su Google escano le foto di quando eravamo ubriachi al matrimonio di un amico, oppure un profilo LinkedIn professionale e ben gestito?

Brandyourself fa proprio questo, ci linka i primi risultati che escono googlando il nostro nome, ci chiede di etichettarli come “positivo”, “negativo” o “non si tratta di me”, ed infine ci offre una valutazione sulla nostra reputazione online.

 

Nel caso vi vogliate registrare questo è il link: www.brandyourself.com

Victoria Grant spiega la frode bancaria che ha causato la crisi economica

E’ diventato un video virale il discorso tenuto da una bambina 12enne canadese, Victoria Grant, che spiega il funzionamento della frode bancaria. Victoria, al Public Banking Institute, in un discorso di sei minuti tocca i punti fondamentali della frode bancaria che, in Canada come in altri paesi, ha causato la crisi economica attuale.

Vi propongo il video in lingua originale, sottotitolato in italiano e, sotto, la traduzione in italiano da leggere (traduzione di Massimo Frulla):

Ringrazio Giorgio Saibene per l’editing del video e Anna Tagliapietra per i sottotitoli.

Ospite: Circa 6 settimane fa Victoria ha parlato davanti ad un gruppo di 600 persone ad una riunione del Rotary Club, e terrà il medesimo discorso a noi oggi; quella volta sono andato in giro dopo il suo discorso, sentito i commenti, ho parlato col padre e l’ho invitata qui… dunque abbiamo un ospite molto speciale… ecco, Victoria, vieni su…

Victoria Grant: Vi siete mai chiesti perché il Canada è indebitato? Vi siete mai chiesti perché il governo impone ai canadesi così tante tasse ? Vi siete mai chiesti perché i banchieri delle più grosse banche canadesi siano sempre più ricchi ed il resto di noi no? Vi siete mai chiesti perché il nostro debito nazionale supera gli 800 miliardi di dollari e perché noi spendiamo 160 milioni di dollari
ogni giorno a banchieri privati per soli interessi sul debito nazionale? Sono 60 miliardi di dollari l’anno. Vi siete mai chiesti il perché di questi 60 miliardi di dollari? Le banche ed i governi sono collusi nello schiavizzare economicamente la gente del Canada. Vi darò ora delle informazioni che saranno di vostro interesse e di stimolo per continuare le ricerche per conto vostro e per invitare il nostro governo a fermare questa rapina del popolo del Canada. Per prima cosa vedremo la Banca del Canada. Poi come funziona il sistema bancario oggi. E poi vi descriverò una soluzione che potremo pretendere che sia realizzata dal nostro governo. Una grande figura nella storia canadese è Gerald McGeer. Membro del parlamento… il suo contributo al Canada è probabilmente il più grande dato alla storia canadese. Lui contribuì alla fondazione della National Bank of Canada (Banca Nazionale Canadese, proprietà del Canada, col potere di emettere moneta, il cui unico scopo era quello di creare e gestire il denaro del Canada. Fu fondata nel luglio 1934 ed è di proprietà di tutti i canadesi. Fino agli anni ’70, grazie alla Banca del Canada, il debito nazionale canadese era ad un livello basso e gestibile. Allora il governo decise di passare al sistema bancario che abbiamo ora e che deruba la gente del Canada. Dunque, permettetemi di spiegare come funziona il vigente sistema bancario privato. Prima di tutto, il governo canadese prende in prestito il denaro da banche private. Queste banche prestano il denaro al governo canadese gravato da un interesse. Il governo quindi deve alzare la tassazione ai canadesi anno dopo anno, per pagare questi interessi sul debito nazionale che continua a crescere… questo danneggia l’economia canadese… ed il denaro reale finisce nelle tasche dei banchieri privati. Inoltre, il governo dà alle banche private anche la libertà di fornire del denaro che non esiste, sotto di prestiti e mutui. Quando una banca vi fa un prestito, sotto forma di finanziamento o mutuo, non vi dà del denaro reale ma preme un tasto su di un computer e produce del finto denaro, dell’aria fritta. Di fatto non hanno quel denaro nei loro depositi. Attualmente le banche hanno 4 miliardi di dollari in riserva, ma hanno fatto prestiti per oltre 1,5 trilioni di dollari… ogni volta che una banca emette un prestito, viene creato del nuovo (inesistente) denaro.
Praticamente, tutto il denaro che esce da una banca esce sotto forma di prestito, ed il prestito è un denaro che nel sistema attuale è gravato dal debito costituito dagli interessi. Attualmente tutto il denaro in circolazione è denaro gravato dal debito. Quello che trovo interessante è che (nella Bibbia, Matteo 21), Gesù scacciò i cambiavalute dal Tempio perché avevano messo a punto le
valute per derubare la gente del denaro. I banchieri privati sono come i cambiavalute in Matteo 21 e stanno impoverendo e derubando la gente del Canada e devono essere fermati. Come dovrebbe funzionare il sistema bancario? In una famosa intervista il signor McGeer chiese al signor Towers di spiegargli perché un governo che ha una sua banca avrebbe dovuto delegare il
proprio potere ad un monopolio privato… quando gli interessi che deve pagare lo portano alla bancarotta nazionale. Il signor Towers… omissis… rispose che… (dipendeva dalla scelta del governo). In altre parole: se il governo canadese ha bisogno di denaro, lo potrebbe prendere direttamente dalla Banca del Canada, la gente pagherebbe per ripagare la Banca del Canada e questo denaro, proveniente dalle tasse, sarebbe a sua volta immesso in una infrastruttura economica e non farebbe crescere il debito ed i canadesi potrebbero nuovamente prosperare con quel denaro reale ­ e non denaro gravato da debito ­ quale base della propria struttura economica. (Invece che)… a banche private, del tipo della Royal Bank… il Canada potrebbe far emettere denaro dalla Banca del Canada. Abbiamo il potere per farlo. Concludendo, è diventato dolorosamente ovvio, anche per me, una ragazzina canadese dodicenne,
che siamo stati derubati e defraudati dal sistema bancario e da un governo complice. Cosa dobbiamo fare per fermare questo crimine? Cosa dovremo fare per assicurarci che la prossima generazione sia salva da un’economia basata su falso denaro che rende schiavi delle banche? É bene che nessuno si dimentichi che è la gente che può cambiare il mondo e credo questa sia l’unica cosa che conta.

Usare gli Internet Meme per il guerrilla marketing

 La diffusione di Facebook tra gli utenti, e soprattutto tra i giovani, favorisce la nascita e la diffusione di numerosi fenomeni correlati. I video virali trovano terreno fertile grazie alla funzione “share”, ovvero la possibilità di condividere a tutti i propri contatti un certo link. Questi fenomeni virali sono definiti “internet meme”, ultimo dei quali i famosi “facebook meme”, ovvero una serie di personaggi in stile fumetto che rappresentano situazioni comiche e spesso riconducibili alla vita di tutti noi. E’ proprio questo potersi immedesimare in situazioni comiche che provoca la viralità e il successo dei meme. La creazione di immagini a fumetti che utilizzano i meme erano inizialmente legate a pagine facebook, ma il gran successo a fatto accendere una lampadina nella testa dei creatori, che hanno deciso di realizzare siti specifici, in modo da poter monetizzare il successo grazie alle pubblicità, sulla scia del famoso 9gag.com.

Prima dei Facebook Meme però, internet era, e lo è ancora, popolato da una serie infinita di meme, come ad esempio i Chuck Norris Facts, ovvero brevi barzellette che ironizzano sulla figura del celebre attore di Walker Texas Renger. Altro fenomeno è il Rickrolling, ovvero il fenomeno basato sul fornire falsi link a video molto attesi che riconducevano al video della canzone “Never Gonna Give You Up” di Rick Astley.

Che connessione hanno questi meme con il marketing?
Molti operatori di Marketing hanno deciso di cavalcare questi fenomeni di internet utilizzando o ironizzando sui meme per diffondere campagne di guerrilla marketing, ovvero il marketing non convenzionale che sfrutta soprattutto le potenzialità di internet tramite le condivisioni e la viralità dei video.

Niels Weird, famoso operatore di marketing svedese, ci spiega come sfruttare questi fenomeni nel seguente video: Clicca Qui.

BranchOut e la sfida a Linkedin

 La maggior parte di noi conoscerà sicuramente Linkedin, il social network più “professionale” che ci sia sul web, che si occupa di tutto ciò che ruota intorno al mondo del lavoro. Nato nel 2003, il social network offre agli utenti la possibilità di creare un proprio profilo con una breve biografia ed una sorta di curriculum vitae, la possibilità di mettersi in contatto con altri utenti ed aziende e di ricevere o inviare recensioni sul modo di lavorare di altri utenti. Linkedin ha recentemente raggiunto i 150 milioni di iscritti, grazie anche ad una sorta di monopolio del settore, mancando validi competitors.

Ora però la situazione è cambiata, dato che nel luglio 2010 è stata lanciata una app di Facebook, chiamata BranchOut, che in sostanza offre tutti i servizi di Linkedin, e che in soli due anni ha raggiunto i 25 milioni di utenti. La somiglianza è tale da aver portato Linkedin a passare alle vie legali. In effetti BranchOut, come Linkedin, offre una cerchia di amici, la possibilità di scrivere una breve biografia e di compilare il proprio curriculum. I fondatori di BranchOut sono fiduciosi, sapendo di poter raggiungere gli 850 milioni di utenti iscritti a Facebook, unicamente tramite un click che dà il consenso all’integrazione dell’app con il social network di Zuckerberg.

La sfida tra i due competitors non può che esser vantaggiosa per gli utenti, che sicuramente assisteranno a strategie di differenziazione, con annesse grandi novità da parte di entrambi i siti.

Ecco i link ai due siti:

Linkedin

BranchOut

2sNetCom Linkedin’s profile

 

 

 

Due store online di maglie originali

Vendere e comprare su internet è diventata ormai una consuetudine per gran parte degli italiani, come per altri paesi. Su internet si può comprare di tutto da un libro a un cd, passando per una casa o una semplice maglietta.

Proprio di magliette parliamo, con due store internet, AlphaShop e Still Pushin’ Clothing, che offrono magliette divertenti e originali a prezzi competitivi. La novità consiste nel fatto che le magliette non si trovano in nessun negozio fisico bensì solo sullo store in internet. La consegna è a casa e le magliette si posso personalizzare, a partire dal modello ed il colore.

AlphaShop è uno store di magliette originali con grafiche accattivanti, recanti scritte ed immagini divertenti e riconoscibili da tutti. Ora ve ne proponiamo alcune:

Un esempio è la maglia con la scritta “NOT ONLY AM I PERFECT, I’M ITALIAN TOO!” come quella indossata da Mario Balotelli per mostrare a tutti l’orgoglio italiano!

Perfect and Italian tshirt

€ 20,80

 

Still Pushin’ Clothing invece è uno store di magliette riguardanti la cultura hip hop underground, con grafiche bellissime e d’impatto. Le magliette vengono spesso indossate dagli artisti rap italiani, in foto, video e concerti, strizzando l’occhio a tutti gli appassionati di hip hop italiani

Milano Army Shirt Still Pushin' Clothing hip hopGrande successo ha riscosso la maglietta recante il Duomo di Milano composto da armi, come ak-47 ed uzi, e coltelli. Al di sotto di questa grafica si trova la scritta “Milano” in stile camouflage, mentre sul retro si trova il logo del brand. Questa maglietta è disponibile anche in colore nero.

Milano Army Shirt

€ 2o,00

 

Smoke weed everyday shirt clementino still pushin' clothing hip hop

Di grande impatto visivo la maglia recante la scritta “Smoke weed everyday”,con all’interno spirali di fumo. Questa maglia, indossata tra gli altri, da Clementino e Lirical Drugs, ha avuto molto successo in tutta Italia. Sul retro si trova il logo di Still Pushin’ Clothing.

Smoke Weed Everyday Shirt

€ 20,00

 

make money or die shirt still pushin' clothing hip hopInfine la maglia “Make money or die” ci offre un insieme di grafica e testo, con la a di make composta dalla piramide massonica. La scritta money invece, è composta da una banconota da cento dollari, e crea un forte contrasto con il colore bianco della maglia. Il logo Still Pushin’ Clothing si trova sul retro.

Make Money or Die Shirt

€ 20,00

Vedi anche: Still Pushin’ Clothing: magliette hip hop e strategie marketing