Superbowl 2013: lo spot Volkswagen accusato di razzismo

Il Superbowl 2013 di football americano, che vedrà contendersi il titolo Baltimora e San Francisco, oltre ad esser anticipato da numerosi dibattiti sportivi, viene accompagnato in questi giorni anche da alcune critiche extrasportive.

Le critiche di cui parliamo non affliggono tanto la partita quanto più un aspetto secondario di questo grande evento: la pubblicità. Come sappiamo il Superbowl è uno degli eventi sportivi più importanti e, con cadenza annuale, determina il vincitore del campionato americano di football. L’importanza e il numero di spettatori, sia dal vivo che in televisione, rendono questo evento un business enorme. La partita viene spesso introdotta dall’esibizione live di grandi artisti e durante le numerose pause vengono trasmessi spot televisivi venduti a carissimo prezzo.

Lo spot al centro delle critiche dei media americani è stato prodotto dalla Volkswagen, e si parla di un costo che si aggira sui 10 milioni di dollari per garantirne la trasmissione in televisione durante l’evento. Proponiamo a voi lo spot e vi lasciamo libertà di giudizio.

La critica che viene mossa a questo spot è di razzismo nei confronti del popolo giamaicano ed in generale alle popolazioni caraibiche. Il protagonista dello spot è infatti un uomo bianco con un accento marcatamente caraibico. I media americani accusano Volkswagen di aver utilizzato uno stereotipo negativo del giamaicano più intento a cantare e “godersi la vita” piuttosto che lavorare.

Calcio e marketing: quali le squadre più presenti sui social network?

Il calcio è lo sport più diffuso al mondo ed ha milioni di appassionati e praticanti in Europa, continente nel quale si trovano i campionati e le squadre più blasonate. Da decenni ci sono opinioni differenti su quale sia il campionato più bello, c’è chi dice l’inglese Premier League, chi l’italiana Serie A e chi la Liga spagnola. Senza ombra di dubbio le squadre più blasonate si trovano in questi tre campionati.

Ma quali strategie utilizzano queste squadre per trovare nuovi tifosi? Grazie alla copertura televisiva dei match le grandi squadre vantano numerosi tifosi anche in paesi molto distanti, basti pensare al tutto esaurito a Pechino durante le sfide di Supercoppa italiana in cui si possono notare migliaia di cinesi con maglie di squadre nostrane. Una delle strategie più frequenti è quella di investire nei social media, come Facebook e Twitter per tenere aggiornati i seguaci e realizzare anche concorsi coinvolgenti.

Vediamo quindi nel panorama europeo quali sono le squadre che si muovo meglio su Facebook. Il Milan vanta 12 milioni di fan sul social network più famoso al mondo, seguito dalla Juventus con 4,5 milioni di fan e dall’Inter ferma a 1,8 milioni. La squadra della capitale, l’AS Roma conta 1,3 milioni di mi piace, superando di gran lunga gli avversari della Lazio, fermi a 62.000 fan.

Questo riguardava i club italiani, ma se guardiamo fuori dai nostri confini possiamo imbatterci in ben 36,5 milioni di fan del Barcellona e 32,8 seguaci del Real Madrid. In Germania incontriamo i 5,2 milioni di mi piace del Bayern Monaco, i 1,6 dei campioni del Borussia Dortmund e 610.000 dello Schalke 04. Spostandoci in Francia il Paris Saint Germain ha totalizzato 1,5 milioni di fan, superato dall’Olympique de Marseille a 2 milioni. Fermo a 700 mila il Lione.

Per quel che riguarda la Premier League, c’ha pensato FreestyleInteractive a realizzare una interessantissima infografica, aggiornata al maggio 2012, riguardante la presenza su Facebook e Twitter di tutte le squadre inglesi di prima categoria.

Possiamo dire che se la Uefa Champions League non ha ancora un vincitore, sul piano del marketing la classifica aggiornata si presenterebbe così:

Barcellona 36,5 mln di like
Real Madrid 32,8 mln di like
Manchester Utd 24,6 mln di like
Milan 12 mln di like
Arsenal 10 mln di like
Chelsea 10 mln di like
Liverpool 9 mln di like
Bayern Monaco 5,2 mln di like
Juventus 4,5 mln di like
Manchester City 2,6 mln di like
Inter 1,8 mln di like

Euro 2012, Polonia e Ucraina usano il marketing per pubblicizzarsi

Wroclaw – Polonia
Il centro città in una foto di 2SNetCom

Da qualche giorno è iniziato il Campionato Europeo di calcio 2012, comunemente chiamato Euro 2012, ed ospitato in Polonia ed Ucraina. Si tratta del primo Europeo di calcio che vede come host countries due paese dell’est Europa. Un’occasione imperdibile dunque per queste due nazioni per sponsorizzare sè stesse e farsi conoscere.

Per far ciò i due paesi ospitanti si sono rivolti alle tecniche marketing di place branding, in modo da offrire un’immagine di sè che favorisca il ritorno di turisti anche nel periodo successivo all’evento sportivo. Ancor prima del fischio d’inizio della partita inaugurale però, gli organizzatori hanno dovuto fare i conti con una cattiva pubblicità e numerosi gruppi di attivisti intenti a boicottare Euro 2012. Sul web girano infatti voci ed immagini relative ad uno sterminio di cani randagi che sarebbe stato attuato in Ucraina per “ripulire” le strade in vista di un grande afflusso di turisti e tifosi. La questione rimane aperta e non è mai stata ufficialmente affrontata da alcuna istituzione ucraina.

Per pubblicizzare al meglio le città che ospiteranno gli incontri di calcio, la UEFA (ente che si occupa dell’organizzazione di Euro 2012), in collaborazione con le istituzioni governative dei due paesi, ha realizzato dei video che mostrano le bellezze delle varie città polacche ed ucraine prima dell’inizio di ogni partita. L’enorme popolarità dello sport e la diffusione delle partite garantiscono quindi un bacino di spettatori enorme.

Ad affiancarsi a questo progetto c’è anche una sezione sul sito ufficiale http://www.uefa.com , denominata “paesi ospitanti” che offre mappe, immagini, storia ed informazioni utili sulle città, fornendo così una vetrina molto importante per il turismo locale.

Ogni città ospitante possiede un logo stilizzato dello stadio, che ricrea così una sorta di brand, rendendo ancora più palese il parallelismo città-marchio. Non c’è infatti grande differenza nel pubblicizzare un marchio piuttosto che un ambiente, in questo caso una città.

Ma quanto costa pubblicizzare una città?

A rispondere è Vilen Matveev, responsabile dell’organizzazione per le città di Kiev e Kharkiv, che afferma “ad oggi non si vedono enormi profitti. Gli investimenti totali per entrambe le città ammontano a 3 milioni di euro. Ci aspettiamo di guadagnare un po’ meno”. Euro 2012 offrirà infatti profitti nel lungo termine piuttosto che nel breve, in quanto si punta forte sul ritorno di immagine e sul turismo futuro. L’80% degli investimenti infatti, non è diretto allo sport, bensì alle infrastrutture, come hotel, strade e trasporti, che saranno utilizzabili nei prossimi decenni. Per questo motivo le stime parlano di circa 1 miliardo di euro guadagnati durante i 30 giorni della competizione, a fronte dei 3,5 miliardi spesi.

Più rosee sembrano le stime per quanto riguarda la Polonia, che rappresenta una sorpresa nell’economia europea. Laddove la crisi economica negli ultimi quattro anni ha visto il pil dei paesi europei scendere dello 0,5 %, quello polacco è cresciuto del 15 %, rappresentando un’eccezione. Con le infrastrutture migliorate in vista dell’Europeo, la grande vetrina mediatica, il turismo e gli investimenti esteri (soprattutto tedeschi), la Polonia potrebbe sfruttare al meglio Euro 2012 in vista di una crescita futura.

Un successo di marketing la Notte Bianca a San Siro

 Come ben sappiamo il calcio moderno si avvicina sempre più ad un business e le società di calcio agiscono spesso come aziende, alcune delle quali quotate in borsa. Milan ed Inter hanno capito che il marketing e la pubblicità sono fondamentali per creare una base solida su cui poter costruire i successi anche sul campo da gioco. Per questo motivo la sera del 18 maggio, 2sNetCom e l’operatore di Microsoft Christian Grassani erano presenti allo Stadio Giuseppe Meazza, conosciuto anche come San Siro, che è rimasto illuminato ed aperto al pubblico. Una vera notte bianca per lo stadio più famoso d’Italia, che ha accolto migliaia di tifosi ed appassionati in un tour nel museo di Milan ed Inter, da poco inaugurato, e sul campo da gioco. I visitatori del museo hanno potuto rivedere le maglie e i memorabilia dei giocatori che hanno fatto la storia dei due club, come Ronaldo, Baresi, Facchetti, Shevchenko, Rummenigge e Gullit. Migliaia di flash fotografici sui trofei esposti delle due squadre meneghine, Champions Legaue (in foto), Coppa Uefa e molti altri. Inutile parlare dell’emozione e gioia di tutti i tifosi, dai bambini agli adulti, nel poter vedere da così vicino le scarpette e altri oggetti indossati dai propri idoli.

Attraversando il tunnel per l’ingresso in campo, come quello utilizzato dai campioni attuali e d’un tempo, ci si sente per un istante una stella del calcio, e passare dal buio del tunnel alla sconfinata grandezza delle tribune che si ergono a ridosso del campo da gioco è un’emozione unica. I tifosi hanno avuto la possibilità di sedersi sulle panchine che hanno ospitato Ancelotti, Sacchi, Liedholm, Herrera e Mourinho, e sentirsi tecnici di una grande squadra. Centinaia di tisosi si sono poi spostati verso le due porte del campo, avendo la possibilità unica di poter tirare un rigore, e segnare come hanno fatto negli ultimi anni i vari Ibrahimovic, Milito, Kakà e Snejder. un evento indimenticabile dunque, che accrescerà l’appeal che queste due squadre hanno sui propri tifosi, ma anche sui turisti stranieri presenti allo stadio, con correlati vantaggiosi risvolti d’immagine e di merchandising. Un evento che probabilmente le due società hanno intenzione di riproporre al pubblico.