Still Pushin’ Clothing: magliette hip hop e strategie marketing

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Still Pushin’ Clothing (www.stillpushin.it) è un brand ed e-commerce online di vendita di abbigliamento, ed in particolare di t-shirt ispirate alla cultura hip hop. Il brand offre magliette ad un costo basso e di buona qualità e per farsi conoscere ha puntato forte sui social network, la fidelizzazione del cliente e il targeting.

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Per prima cosa Still Pushin’ Clothing è presente sui maggiori social network, come Facebook, Twitter ed Instagram. Su questi canali cerca di coinvolgere il pubblico tramite foto dei propri prodotti, foto di star dell’hip hop che hanno scelto di indossare le loro maglie, oppure linkando canzoni rap italiane e non.

Still Pushin' Clothing Shirt Hip Hop illuminatiLa grande connessione con il mondo hip hop è lampante e si palesa tramite l’utilizzo delle maglie Still Pushin’ da parte di rappers italiani del calibro di Clementino o Lirical Drugs. L’utilizzo da parte di questi artisti delle magliette di questo brand permettono di creare una sorta di pubblicità dettata dal passaparola  e dall’interesse dei fan.

Still Pushin' Clothing Shirt Hip Hop Clementino Radio DeeJay Smoke weed everydaySul sito internet possiamo trovare la sezione “fan gallery“, nella quale vengono pubblicate foto di coloro che hanno comprato ed indossano maglie Still Pushin’ Clothing. Si invitando dunque i clienti ad inviare le proprio foto alla mail da loro indicata, in modo da poter vederla pubblicata a fianco di quelle di alcune delle maggiori personalità dell’hip hop.

Dopo Megaupload e Megavideo, Kim Dotcom lancia la musica di Megabox

Kim Dotcom lo conosciamo già quasi tutti, si tratta infatti del nerd milionario ed esagerato che ha ideato Megavideo e Megaupload, le due piattaforme di sharing e streaming più famose del web. Nei mesi passati la sua fortuna però ha subito un duro colpo, con numerosi processi per frode, truffa, insade trading e pirateria informatica.

Ora Kim Dotcom alias Kim Schmitz, attualmente agli arresti domiciliari, ha annunciato una novità, ovvero l’aver puntato l’industria musicale e la volontà di lanciare Megabox, una piattaforma online che, almeno nelle intenzioni, si propone come alternativa ed avversaria di iTunes, la piattaforma musicale made in Apple.

L’idea è semplice, e come ogni idea di Mr. Dotcom porta con sè anche una grande quantità di soldi e guadagni, più o meno leciti. Ogni artista presente su Megabox riceverà l’equivalente del 90% sul prezzo di vendita del download effettuato, mentre Megabox incasserà il restante 10%.

Dal proprio profilo di Twitter, Kim annuncia che ci saranno novità nei prossimi giorni. Si tratta di possibili accordi con artisti della musica e magari verrà svelata una funzionalità social del sito in fase di creazione. Intanto Megabox incassa i complimenti del cofondatore di Apple, Steve Wozniak, che si dichiara in trepida attesa di poter testare la nuova invenzione di Mr Dotcom. I due colossi del web si sono infatti incontrati in Nuova Zelanda, nella casa dove Kim ha l’obbligo di risiedere, ed hanno immortalato il tutto in uno scatto postato su Instagram.

Il nuovo Google Play e la sfida ad Apple

Ieri, come milioni di altre persone, avevo intenzione di scaricare un app per il mio cellulare con sistema operativo Android. Accedo al menù ed inizio a cercare l’Android Market, da dove poter scaricare l’applicazione, ma ecco che mi imbatto in qualcosa di nuovo. Google ha infatti deciso di sostituire l’Android Market con Google Play, una nuova piattaforma da cui scaricare apps, e-book, musica e video. L’intento di Google è chiaro, ovvero presentarsi come valida alternativa ad Apple e al AppStore. Non è un segreto che Google con l’acquisto della Motorola ed avendo creato il sistema operativo mobile Android punti ad inserirsi nel mercato dei cellulari e dei tablet non solo per quanto riguarda il software ma anche per l’hardware.

Google ha puntato su Google Play per raggruppare in un unica piattaforma contenuti che fino ad oggi erano disponibili sui vari Google Video, Google E-Book e così via. Ma il vero cambiamento è il fatto che il colosso dei motori di ricerca ha intenzione di imporre ai sviluppatori di apps di appoggiarsi ad un unico sistema di pagamento, ovvero Google Wallet.

Insomma, le mosse di Google lasciano aperti molti spiragli, dal possibile lancio di un tablet low cost alla creazione di un tv on-line con serial e film, ma sembra chiaro che il gigante di Mountain View non ha intenzione di stare a guardare passivamente il successo di Apple.