Il calciatore della Juventus Bendtner e quelle mutande incriminate

Da poche settimane è iniziato il campionato italiano di calcio di Serie A, e si è concluso, il 31 agosto, il calciomercato, periodo disponibile per la compravendita e lo scambio di giocatori. Sono state molte le squadre attive sul mercato, dagli sceicchi del Paris Saint Germain, agli americani del Manchester United, per finire con gli imprenditori nostrani, legati all’automobilismo, della Juventus. Proprio i campioni italiani in carica sono stati una delle squadre più attive sul mercato, con 56,4 milioni di euro spesi, per rinforzare una squadra che punta al secondo scudetto consecutivo. Per far questo si è parlato molto della necessità di un “Top Player”, un attaccante che garantisse molti gol.

Alla fine la società torinese ha acquistato il danese Nicklas Bendtner, giocatore di certo al di sotto delle aspettative dei tifosi.Ma l’attaccante danese giunge in Italia dopo un Europeo, in cui è stato protagonista di un interessante esempio di ambush marketing.

Per ambush marketing si intende il marketing non autorizzato, ovvero una situazione nella quale un brand sfrutta un grande evento per pubblicizzare il proprio marchio o i propri prodotti in modo non convenzionale e senza averne l’autorizzazione.
Durante Euro 2012 Bendtner infatti, dopo aver segnato una rete, ha esultato abbassandosi i pantaloni e mostrando dei boxer di color verde recanti la scritta “Paddy Power”. Si tratta infatti di un sito di scommesse irlandese, che ha “puntato” sul giocatore per una sponsorizzazione illegale. L’immagine ha fatto il giro del mondo, raggiungendo così lo scopo degli ideatori della campagna di marketing non autorizzata.

La Uefa, organizzatrice degli Europei, ha squalificato per un turno il giocatore e costretto al pagamento di una multa di 100.000 euro, in quanto è vietato apporre o mostrare sponsor individuali sui propri indumenti durante competizioni ufficiali.

La faccenda si è risolta in modo felice per il giocatore, in quanto Paddy Power ha deciso di prendersi carico del pagamento della multa, giustificandosi col fatto che i boxer incriminati fossero solo un portafortuna del giocatore, che quindi non aveva nessun tipo di colpa.

Nonostante ciò, sulla Gazzetta dello Sport del 1 settembre 2012, Paddy Power ha pubblicato una pubblicità a piena pagina con l’immagine del giocatore e i boxer in bella vista, e la scritta “Nicklas Bendtner ne ha fatti 2 con i nostri lucky pants…magari sarai fortunato anche tu!”

Insomma, per 100 mila euro di multa ne è valsa la pena!

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Serie A: ecco gli incassi e gli stipendi di club e giocatori

Il calcio è una delle maggiori passioni del popolo italiano, e come si può ben immaginare crea un vortice mediatico ed economico molto significativo.

Il denaro che circola nel mondo del calcio deriva dagli stipendi dei giocatori, premi per le vittorie, incassi per i biglietti, abbonamenti e calciomercato. Se negli anni ’90 era proprio il Belpaese a farla da padrone, al giorno d’oggi sono la Premier League inglese e la Liga spagnola ad attirare gli investitori del medioriente pronti a sborsare i petrodollari.

Per quel che riguarda il botteghino, la squadra più “ricca” di Serie A è l’Inter, che con 36.890 abbonati, nella prima metà di campionato ha incassato 17,2 milioni di euro grazie ai biglietti delle partite, con una media di 1,2 milioni di euro incassati a partita. Il Milan, si trova in terza posizione, dietro al Napoli, con 12 milioni d’incasso, e davanti alla Roma, ferma a quasi 8 milioni. La Juventus, di cui abbiamo parlato tempo fa (ecco l’articolo), dopo aver speso 120 milioni di euro per la costruzione del nuovo stadio, guadagna oltre 700.000 euro a partita, ma disponendo di uno stadio più piccolo delle squadre che la precedono.

Ricordiamo però che in Italia gli incassi al botteghino sono solo una piccola parte dei ricavi, in quanto sono molto più incisivi i diritti tv, che rappresentano il 65 % delle entrate dei club.

Ma oltre alle entrate ci sono anche le spese, come gli stipendi da pagare, che in tutta la Serie A ammontano alla straordinaria cifra di 876,5 milioni, con il Milan che spendendo 160 milioni di euro di stipendi per i giocatori, si trova in prima posizione in questa speciale classifica.

Ecco una sintesi dei milioni spesi da ogni club per gli stipendi ed alcuni degli stipendi annui dei giocatori (espressi in milioni di euro):

ATALANTA 21,8
Brighi 1,0
Denis 1,0

BOLOGNA 23,7
Acquafresca 0,85
Di Vaio 0,85

CAGLIARI 20
Conti 0,7
Cossu 0,7

CATANIA 18,6
Andujar 0,6

CESENA 14
Mutu 1,5

CHIEVO 14,2
Pellissier 0,8

FIORENTINA 37
Montolivo 1,3

GENOA 36
Palacio 1,4

INTER 145
Snejder 6,0
Julio Cesar 4,5
Milito 4,5
Maicon 4,0

JUVENTUS 100
Buffon 6,0
Pirlo 3,5
Chiellini 3,5

LAZIO 50,2
Klose 2,7
Hernanes 1,8

LECCE 13,8
Corvia 0,4

MILAN 160
Ibrahimovic 9,0
Flamini 4,5
Gattuso 4,0
Robinho 4,0
Thiago Silva 4,0

NAPOLI 42,2
Cavani 2,2
Lavezzi 2,2
Pandev 2,0
Inler 1,5
Hamsik 1,3

NOVARA 9,8
Meggiorini 0,4
Rigoni 0,3

PALERMO 26
Miccoli 1,2

PARMA 23
Floccari 1,2
Giovinco 0,9

ROMA 76,5
Totti 5,2
De Rossi 4,6
Juan 2,6

SIENA 23
D’Agostino 0,8

UDINESE 21,7
Di Natale 1,3

Juventus Stadium: stadi nuovi, statistiche ed incassi

Navigando nella rete mi sono imbattuto in una notizia sportiva che però nasconde al suo interno un grande argomento di marketing. La notizia consiste nelle dichiarazioni di Barbara Berlusconi circa la costruzione di un nuovo stadio di proprietà per la società calcistica AC Milan. Ecco, vista così la notizia sembra puramente sportiva, ma andiamo a controllare cosa la costruzione di un nuovo stadio comporta in fatto di vendita di biglietti ed incassi.

Per questa argomentazione riprendo un articolo scritto un anno fa dal sottoscritto sul sito Aironi Rugby Team Supporters, ma tuttavia ancora attuale. Dal 2005 al 2010 in Italia gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti sono aumentati del 7,5 % passando da 172 a 185 milioni. Numeri deludenti in confronto alla Germania, che con un incredibile incremento del 63,2 % è passatada 207 a 330 milioni. La Spagna è aumentata del 43,5 % passando da 276 a 396 milioni, l’Inghilterra da 588 a 700 milioni, con un incremento del 19,1 %. Persino la Francia, seppur da 120 a 137 milioni di euro, ha registrato un aumento del 14,2 %.

Ma da cosa deriva questo aumento degli incassi dovuti alla vendita dei biglietti? La risposta sta nel possedere la proprietà dell’impianto.L’Arsenal, ad esempio è passato dallo storico Highbury al nuovissimo Emirates Stadium, costato 400 milioni di sterline, pagato per il 45 % dalla compagnia aerea araba e per il 55% dalla vendita del terreno edificabile sul quale sorgeva il vecchio stadio. Con questa lungimirante mossa i Gunners sono passati da 192,4 milioni d’inccassi a 263 in un solo anno, con un incidenza della vendita di biglietti pari al 45 %.

E in Italia? Per la stagione 2010/2011 il Milan vanta il 17 % degli incassi provenienti dalla vendita di biglietti, l’Inter il 14 %, seguita dalla Roma con il 13 %, più distaccata la Juventus con l’8 %. Numeri comunque sconcertanti se confrontati con il 39 % del Manchester United, il 38 % dell’Amburgo e il 35 % di Tottenham e Newcastle.

La società torinese Juventus FC si è però distinta in Italia come il primo club sportivo d’alto livello ad aver costruito uno stadio di proprietà. Il Juventus Stadium, inaugurato l’8 settembre 2011, conta 41.000 posti a sedere per un costo complessivo di 125 milioni di euro, e comprende ristoranti, bar, un museo e centri commerciali. L’intento principale della società è quello di avere uno stadio nel cui potersi identificare e incassi provenienti dallo stesso in grado, nel corso degli anni, di coprire le spese sostenute durante la sua costruzione.

Ma la costruzione del nuovo stadio ha portato ad un aumento di spettatori?
La società bianconera è attualmente al quinto posto in questa speciale classifica, rispettivamente dietro a Milan, Inter, Napoli e Roma. Non il migliore dei piazzamenti verrebbe da pensare, ma andiamo ad analizzare meglio i dati, andando a calcolare la percentuale di riempimento dei vari impianti:

MILAN – 82.995/47.986 = 57,8 %
INTER – 82.955/42.860 = 51,6 %
NAPOLI – 60.240/39.470 = 65,5 %
ROMA – 73.261/37.714 = 51,4 %
JUVENTUS – 41.000/36.894 = 89,9 %

Che dure, i numeri parlano chiaro, il nuovo stadio di proprietà permette un riempimento dello stesso che sfiora il 90 %, cifre molto superiori rispetto alle avversarie. Ma se andiamo a vedere i dati relativi la Juventus per la stagione passata, nel vecchio Stadio Olimpico di Torino, con una capienza totale di 27.994, Del Piero e compagni richiamavano allo stadio una media di 21.966 spettatori, ovvero il 78,4 % dei posti a sedere totali. In una metà stagione si è registrato un aumento del 59,5 % di spettatori medi e l’11,5 % in più sulla percentuale di riempimento dello stadio.
Club italiani, cosa aspettate?

Come gli stadi inglesi? No, meglio. Molto meglio. Più comodo ed economico di Wembley, più bello e “atmosferico” di Stamford Bridge e ve lo dice una tifosa del Chelsea. Per certi versi mi ricorda l’Emirates Stadium, il più moderno degli impianti inglesi, ma che è costato molto di più. Dello stadio della Juventus mi ha colpito la visuale, perché anche in alto si riesce a vedere benissimo e questa è l’essenza del calcio. Fuori non è granché, ha un look vagamente Anni ’70, ma dentro ha un impatto micidiale. E mi ha emozionato più durante la partita col Parma che nell’inaugurazione: rende al massimo con il calcio vero.” (Emma Wallis, inviata BBC)