Marketing non convenzionale: ecco i migliori esempi!

Vi proponiamo oggi alcune delle migliori immagini di marketing non convenzionale. Il marketing non convenzionale consiste in quelle strategie di marketing che fanno uso di strumenti e mezzi alternativi per veicolare il proprio messaggio pubblicitario. Lo scopo è quello di attirare l’attenzione del consumatore stupendolo e divertendolo, non facendogli percepire la pubblicità come tale bensì come qualcosa di creativo. Spesso le strategie di marketing non convenzionale trovano spazio nell’arredo urbano di grandi metropoli, come metropolitane o stazioni, in modo da poter far colpo su un grande numero di passanti. Vi mostreremo adesso alcune immagini che non sono altro che pubblicità di brand ma che verranno proposte e percepite quasi come se fossero delle opere d’arte urbana.

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Ceres: una pubblicità ironica invita a votare intelligentemente

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Il brand di birra Ceres ha invaso le città con una campagna pubblicitaria molto divertente ed attuale. In previsione delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio Ceres ha optato per una pubblicità in stile cartoon molto ironica. Oltre a pubblicizzare il proprio marchio, Ceres invita il pubblico e i suoi consumatori, spesso di giovane età, a votare in modo coscienzioso. Lo slogan recita “Prima si vota. Poi si beve. Non come le altre volte.”. Una velata critica ai governi precedenti?

La pubblicità termina con l’altra scritta “l’Italia ha bisogno di eroi”. Frase ripetuta anche nei precedenti spot televisivi, ma che questa volta ha anche una valenza politica.

Superbowl 2013: lo spot Volkswagen accusato di razzismo

Il Superbowl 2013 di football americano, che vedrà contendersi il titolo Baltimora e San Francisco, oltre ad esser anticipato da numerosi dibattiti sportivi, viene accompagnato in questi giorni anche da alcune critiche extrasportive.

Le critiche di cui parliamo non affliggono tanto la partita quanto più un aspetto secondario di questo grande evento: la pubblicità. Come sappiamo il Superbowl è uno degli eventi sportivi più importanti e, con cadenza annuale, determina il vincitore del campionato americano di football. L’importanza e il numero di spettatori, sia dal vivo che in televisione, rendono questo evento un business enorme. La partita viene spesso introdotta dall’esibizione live di grandi artisti e durante le numerose pause vengono trasmessi spot televisivi venduti a carissimo prezzo.

Lo spot al centro delle critiche dei media americani è stato prodotto dalla Volkswagen, e si parla di un costo che si aggira sui 10 milioni di dollari per garantirne la trasmissione in televisione durante l’evento. Proponiamo a voi lo spot e vi lasciamo libertà di giudizio.

La critica che viene mossa a questo spot è di razzismo nei confronti del popolo giamaicano ed in generale alle popolazioni caraibiche. Il protagonista dello spot è infatti un uomo bianco con un accento marcatamente caraibico. I media americani accusano Volkswagen di aver utilizzato uno stereotipo negativo del giamaicano più intento a cantare e “godersi la vita” piuttosto che lavorare.

Molinari e una pubblicità divertente e coinvolgente sulla Gazzetta dello Sport

La pubblicità, come probabilmente avrete notato, è cambiata negli ultimi anni, regolamentata da leggi che variano da paese a paese. Nei decenni passati non era difficile imbattersi in pubblicità riguardanti sigarette o alcolici, che inducevano al consumo di questi prodotti. Oggi le sigarette non possono più esser reclamizzate in tv e gli alcolici devono aggiungere la scritta, e talvolta il messaggio vocale, che suggerisce “bevi responsabilmente”, in modo tale da non incitare i clienti all’abuso di tali prodotti.

La Molinari, noto brand italiano di superalcolici, ha realizzato una pubblicità interattiva e molto particolare. Sulle pagine del quotidiano La Gazzetta dello Sport compare una pubblicità a pagina intera, con l’impaginazione del giornale rosa, recante notizie di calcio. La pagina è però sfumata, come fosse stata stampata male, ma sul fondo si può leggere il motivo di tale scelta: “Se bevi troppo non vedi chiaro.”, accompagnato dal marchio Molinari.

Insomma una pubblicità molto divertente, che sicuramente attira l’attenzione del lettore e ci fa riflettere sul problema dell’abuso di alcol.

Sesso in auto: lo spot censurato dalla televisione italiana

Uno spot che pubblicizza un’agenzia immobiliare viene censurato dalla televisione italiana. Rai e Mediaset si rifiutano di trasmetterlo reputandolo “potenzialmente offensivo”.

Ma di cosa si tratta?
Lo spot in questione è la pubblicità ideata dal portale immobiliare Idealista.it, che individuando come target un pubblico di giovani ha osato, producendo una campagna pubblicitaria più vivace ed incisiva, nonchè ironica, piuttosto che uno spot tradizionale che presentasse le varie offerte.

Lo spot si intitola “beccati!” e propone immagine scattate improvvisamente a coppie di ragazzi, sia eterosessuali che omosessuali, intenti a far sesso in auto. Le immagini, non volgari e non esplicite, sono accompagnate da una voce che dice “ma non era meglio farlo a casa tua?”. Il messaggio di fondo è logico, quello di indurre i giovani a comprare una casa per avere maggiore indipendeza ed intimità.

Lo spot non ha avuto problemi ad esser mandato in onda nelle tv spagnole, e proponendolo vi chiedo se in Italia non ci siano pubblicità più volgari di questa.

Una banca tedesca punta su una pubblicità scandalosa

Stupire, stupire, stupire… è quello che devono aver pensato i responsabili del marketing e della pubblicità di una banca tedesca, che per il proprio spot promozionale hanno puntato sull’ironia e lo scandalo. Nella terra della teutonica austerità e freddezza, la banca Sparkasse ha ideato la pubblicità che vi proponiamo, con la scritta “wir kümmern uns auch um die kleinen dinge im leben…”, ovvero “ci occupiamo anche degli affari più piccoli…”. La pubblicità senz’altro avrà richiamato l’attenzione del pubblico, ed è ciò che maggiormente importava ai suoi ideatori.

 

Groupalia: una pubblicità idiota che si fa beffa del terremoto

Il successo di un’azienda e le relative strategie di marketing puntano forte sul fattore pubblicità. Molti pubblicitari vengono paragonati a spietati avvocati, che non si fermerebbero davanti a nulla pur di pubblicizzare e far parlare di un dato prodotto. Bhè, a volte forse è meglio fermarsi…

E’ il caso di Groupalia, sito che offre online servizi e prodotti a prezzi scontati, e che su Twitter è incappata in un esempio di pessima pubblicità, che ha risvolti negativi sull’azienda e che può turbare la clientela. Come in altre occasioni, si è preso spunto dall’attualità per rendere la propria pubblicità più vicina al cliente, peccato che questa volta l’attualità fosse qualcosa di tragico.

Il messaggio promozionale comparso su Twitter pubblicizza un viaggo a Santo Domingo, e per farlo fa gioco sulla paura dei terremoti, che proprio stamattina, è tornato a colpire l’Emilia, provocando morti e feriti. Tempestiva la reazione di una persona che,visibilmente alterata (come è giusto che sia), fa notare l’idiozia nell’utilizzare questi eventi tragici per sponsorizzare un viaggio. Groupalia si è presto scusata per l’accaduto, ma a volte le scuse non cancellano una brutta figura che rimarrà a lungo nelle menti di possibili acquirenti.

Divertiti e gioca con una pubblicità interattiva!

Vi propongo un video di una pubblicità divertente ed interattiva, che sfrutta al massimo le capacità di youtube, per coinvolgere gli utenti. Il video, grazie anche alla grafica del canale youtube, sfrutta il prodotto commercializzato per decidere il destino dei due simpatici protagonisti del video. Non vi svelo altro, ma vi lascio divertire con il video, divertente e coinvolgente, ma soprattutto efficace!

Vi consiglio di visualizzare il video direttamente su youtube.

La pubblicità Chevrolet come esempio di segmentazione

Uno degli aspetti fondamentali delle strategie di marketing è la segmentazione, ovvero la divisione dei possibili clienti in gruppi più piccoli e con esigenze omogenee. La segmentazione non è necessaria per ogni azienda, ma sicuramente lo è per il mercato delle automobili. Esiste infatti una clientela variegata nel mercato delle automobili, ad esempio clienti giovani e sportivi, famiglie, lavoratori, donne, anziani e così via. Ognuno di questi segmenti di mercato avrà necessità differenti, che la casa automobilistica dovrà intuire, e scegliere il target di mercato a cui puntare.

La Chevrolet ha sicuramente addottato questa strategia, differenziando la propria offerta ed offrendo auto adatte ai vari tipi d’esigenza. A rimarcare questo aspetto una pubblicità, molto simpatica ed efficace, che ci mostra i vantaggi delle varie vetture in produzione. Se da una parte una macchina sportiva può puntare sulla velocità e la potenza, d’altra parte un’utilitaria può sfruttare al meglio le proprie dimensioni ridotte e l’agilità negli spazi stretti.

Ecco il video, e a voi il giudizio. Per quanto riguarda il marketing questo è un ottimo esempio di segmentazione e differenziazione.

Le pubblicità più cattive e scandalose degli anni passati

L’obbiettivo della pubblicità è quello di impressionare il pubblico e spingerlo verso l’acquisto dei nostri prodotti. Abbiamo detto impressionarlo, senza specificare se positivamente o negativamente. Al giorno d’oggi molte pubblicità puntano sullo “scandalo” e il ribrezzo per far parlare di sè, ma è nin vigore una legge, almeno in Italia, che pone dei limiti ad esse. Negli anni passati non esistevano leggi che proibivano la messa in onda o la pubblicazione su riviste di pubblicità riguardanti sigarette, alcolici o articoli militari.

Anni fa venivano rese pubbliche reclame che al giorno d’oggi sarebbero ritenute, dalla stragrande maggioranza della popolazione, offensive e di cattivo gusto, se non razziste o sessiste.

Ecco un assaggio delle pubblicità più cattive e dure, che se non altro ci fanno riflettere sui piccoli cambiamenti che la società civile ha subito in questi anni.