Twitter usa la mail

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Arriva una grande novità in Twitter: le nuove funzionalità riguardano l’integrazione con la mail. Sarà presto possibile inviare anche via mail i vostri tweet, non solo a chi è iscritto, ma anche alle persone che non utilizzano il social network. L’obiettivo di Twitter è quello di allargare il numero degli utenti. Sotto al box per scrivere nuovi tweet ci sarà il pulsante “Altro” con l’opzione “Invia tweet via email”. Con un solo click il tweet arriverà via mail a tutti i contatti che vorrete, anche se questi non hanno un account Twitter.

L’ingegnere Stefan Filip ha dichiarato: “A volte, oltre a condividere un messaggio con i tuoi follower, si desidera scambiarlo anche con altri gruppi, amici o familiari che non sono ancora su Twitter. Ecco perché abbiamo introdotto questa funzionalità”,

Questa funzione era presente nelle versioni mobile del social ed ora sarà implementata anche al sito principale.

Twitter allarga i suoi orizzonti con questa funzionalità, lo scopo principale è quello di condividere e sensibilizzare chi non fa ancora parte di questo social, molto diffuso tra i vip e non solo. Dopo questa piccola introduzione ma ricca di genialità si spera di incrementare utenti e avere sempre più followers. Non ci resta che condividere.

Twitter e rugby, i Leeds Rinhos applicano i nickname dei giocatori sulle maglie

Lo sport è sempre più legato al business e gestire una società sportiva spesso equivale a gestire un’azienda. Di questo fatto deve essersene accorta la società di Rugby League, il rugby nella sua versione a 13 giocatori, di Leeds: i Leeds Rhinos. Con un astuta strategia di marketing, i dirigenti della società del nord Inghilterra hanno deciso di puntare forte sulla presenza su Twitter per allargare il proprio bacino di tifosi. La società non si è però limitata solamente a twittare frequentemente per informare i tifosi, ma hanno deciso di apporre sulle maglie, al posto dei cognomi dei giocatori, il loro nick di Twitter, permettendo così ai supporters di seguire i propri begnamini.

La trovata pubblicitaria è stata precedentemente utilizzata anche da altre squadre, seppur per singole partite. La squadra di calcio della Liga spagnola, il Valencia CF, nel big match contro il Barcellona, non avendo un main sponsor sulla maglia, decise di spplicare la scritta @valenciacf, pubblicizzando il profilo societario sul social network. Anche la squadra di calcio messicana Jaguares aveva deciso di apporre i nick dei vari giocatori sul retro delle maglie, con tanto di logo di Twitter vicino al numero di maglia.

Brandyourself, ovvero come crearsi una buona reputazione online

Con la diffusione di internet, ce ne siamo accorti tutti, è sempre più facile rintracciare una persona e, soprattutto grazie ai social network, reperire informazioni al limite della privacy. E’ vero, su Facebook, come su Twitter o LinkedIn ci si può proteggere con impostazioni della privacy molto serrate, però non potremmo far nulla contro eventuali articoli, foto o commenti nocivi alla nostra immagine e reputazione.

Ad offrire questo servizio ci sono già delle agenzie online che, a pagamento, fanno pressioni per eliminare contenuti negativi nei confronti di una persona o azienda, e al tempo stesso cercano di far indicizzare al meglio i contenuti positivi.

Ma se siamo persone presenti sul web, che vogliono semplicemente curare che quando si googla il nostro nome escano risultati positivi?

Bhè, in questo caso non c’è bisogno di spendere soldi, ma ci si può registrare su Brandyorself, un network online che ci aiuta a costruire una reputazione positiva su internet. Il tutto sembra superfluo, non essendo noi dei vip, ma bisogna pensare che sempre più spesso i datori di lavoro fanno ricerche online prima di assumere del personale.

Vorremmo quindi che come primo risultato su Google escano le foto di quando eravamo ubriachi al matrimonio di un amico, oppure un profilo LinkedIn professionale e ben gestito?

Brandyourself fa proprio questo, ci linka i primi risultati che escono googlando il nostro nome, ci chiede di etichettarli come “positivo”, “negativo” o “non si tratta di me”, ed infine ci offre una valutazione sulla nostra reputazione online.

 

Nel caso vi vogliate registrare questo è il link: www.brandyourself.com

Groupalia: una pubblicità idiota che si fa beffa del terremoto

Il successo di un’azienda e le relative strategie di marketing puntano forte sul fattore pubblicità. Molti pubblicitari vengono paragonati a spietati avvocati, che non si fermerebbero davanti a nulla pur di pubblicizzare e far parlare di un dato prodotto. Bhè, a volte forse è meglio fermarsi…

E’ il caso di Groupalia, sito che offre online servizi e prodotti a prezzi scontati, e che su Twitter è incappata in un esempio di pessima pubblicità, che ha risvolti negativi sull’azienda e che può turbare la clientela. Come in altre occasioni, si è preso spunto dall’attualità per rendere la propria pubblicità più vicina al cliente, peccato che questa volta l’attualità fosse qualcosa di tragico.

Il messaggio promozionale comparso su Twitter pubblicizza un viaggo a Santo Domingo, e per farlo fa gioco sulla paura dei terremoti, che proprio stamattina, è tornato a colpire l’Emilia, provocando morti e feriti. Tempestiva la reazione di una persona che,visibilmente alterata (come è giusto che sia), fa notare l’idiozia nell’utilizzare questi eventi tragici per sponsorizzare un viaggio. Groupalia si è presto scusata per l’accaduto, ma a volte le scuse non cancellano una brutta figura che rimarrà a lungo nelle menti di possibili acquirenti.

I’m Watch: il Made in Italy che piace!

La tendenza della nostra epoca è quella di avere tutto sotto controllo, comodamente sotto mano e possibilmente in un solo device. Dev’esser stata questa la considerazione dei due italiani che hanno creato I’m Watch, il primo orologio davvero digitale. I’m Watch è un orologio da 1,5 pollici, full touch, con sistema android, internet integrato, bluetooth, lettore mp3, casella e-mail, possibilità di inviare sms e telefonate, Facebook, Twitter e numerose apps. Per rendere meglio l’idea i creatori di questo gioielli di tecnologia made in Italy lo definiscono smartwatch, un incrocio tra un orologio ed uno smartphone. Il device è stato presentato al CES 2012 di Las Vegas ed ha riscosso un enorme successo, tanto da renderlo già disponibile alla vendita online al prezzo di 249 euro. Questo è il Made in Italy che ci piace.

www.imwatch.it

Qual è il social network meglio indicizzato su Google?

Sentiamo parlare di social network ogni giorno, tra amici, in televisione, in radio, sui cartelloni pubblicitari e molto altro, ma abbiamo mai pensato ai social network come ad uno “strumento”?

I social network sono siti in cui gli utenti si possono registrare con la finalità di connettersi con altri utenti. La nostra analisi si deve soffermare proprio sulla parola “connessione”.

Ogniqualvolta mandiamo un amicizia su Facebook, followiamo qualcuno su Twitter, carichiamo un video su YouTube o ci colleghiamo ad un profilo di Linkedin, non facciamo altro che connetterci con altri utenti del social network. In tal modo essi potranno visualizzare, e spesso condividere, i nostri stati, link, foto o video. Tutto questo è divertente se si pensa al fatto di poter rimanere in contatto con i nostri amici anche se a chilometri di distanza.

Il fatto di potersi connettere a molte persone è però anche di vitale importanza per un’azienda o un’impresa, che può così farsi conoscere. Se un’impresa crea un account su un social network, tramite cui condividere le proprie offerte, avrà interesse ad esser facilmente trovato dagli altri utenti. Diventa così importante l’indicizzazione sui motori di ricerca dei contenuti dei social network.

Andiamo a vedere dunque quali sono i social network meglio indicizzati su Google, grazie ad uno studio di SEO (Search Engine Optimization) che ci mostra le percentuali dei profili social, presenti nelle prime pagine di Google, di cinquecento tra i tech blog più famosi.

Sorprendentemente il famosissimo Facebook è solo in terza posizione, superato rispettivamente da Twitter e Linkedin. Mentre Google+ si rivela ancora una volta deludente.

Vedi anche: Still Pushin’ Clothing: magliette hip hop e strategie marketing

A Day in the Internet: ecco quanti dati girano su internet!

Internet è una risorsa ormai fondamentale per la vita della maggior parte delle persone. Internet ci permette di lavorare, informarci, divertirci e tenerci in contatto, e ci offre praticamente tutto ciò che cerchiamo.

Ma quanti dati circolano sulla rete?

Bhè, se siete interessati e curiosi di scoprirlo, c’è un sito che vi può accontentare, o se non altro darvi un idea delle possibilità che il web ci offre ogni giorno. Il sito, con una grafica divertente e simpatici paragoni ci dà con una foto le cifre approssimative riguardo le foto caricate su Facebook, i video postati su YouTube, gli articoli postati sui blog, i minuti di porno visitati in media, le mail spedite o le ore di film visti.

Ok, non voglio rovinarvi la sorpresa quindi controllate voi stessi!

Social networks: i futuri pilastri dell’indicizzazione online

Che i social networks siano entrati nella quotidianità di molti di noi è ormai cosa nota. Se da una parte Facebook la fa da padrone con più di 800 milioni di iscritti, d’altra parte si sta espandendo il microblogging di Twitter e Tumblr e la professionalità di Linkedin.

Ma come si pongono i webmaster nei confronti di questi potentissimi strumenti di diffusione?

È evidente che milioni di utenti raggiungibili tramite un solo sito siano una vera e propria manna per tutti i bloggers e webmasters, che sempre più spesso inseriscono link e share buttons sui propri siti. Ma se l’importanza dei social networks per quel che riguarda la diffusione è cosa nota, è meno conosciuto il ruolo che essi compiono sull’indicizzazione sui motori di ricerca. Il search engine numero uno al mondo, Google, ha iniziato da qualche mese a questa parte ad annunciare numerosi aggiornamenti, come Google Panda, che mirano ad epurare il motore di ricerca da siti creati esclusivamente per attirare visite e guadagni tramite l’inserimento di keywords spesso poco inerenti al contenuto. La vera novità consiste però che Google presterà attenzione anche ai retweet e alle condivisioni del sito o degli articoli sui social networks. Diventano così veramente fondamentali share buttons, che facilitano la condivisione delle pagine, per una buona indicizzazione sui motori di ricerca.