Superbowl 2013: lo spot Volkswagen accusato di razzismo

Il Superbowl 2013 di football americano, che vedrà contendersi il titolo Baltimora e San Francisco, oltre ad esser anticipato da numerosi dibattiti sportivi, viene accompagnato in questi giorni anche da alcune critiche extrasportive.

Le critiche di cui parliamo non affliggono tanto la partita quanto più un aspetto secondario di questo grande evento: la pubblicità. Come sappiamo il Superbowl è uno degli eventi sportivi più importanti e, con cadenza annuale, determina il vincitore del campionato americano di football. L’importanza e il numero di spettatori, sia dal vivo che in televisione, rendono questo evento un business enorme. La partita viene spesso introdotta dall’esibizione live di grandi artisti e durante le numerose pause vengono trasmessi spot televisivi venduti a carissimo prezzo.

Lo spot al centro delle critiche dei media americani è stato prodotto dalla Volkswagen, e si parla di un costo che si aggira sui 10 milioni di dollari per garantirne la trasmissione in televisione durante l’evento. Proponiamo a voi lo spot e vi lasciamo libertà di giudizio.

La critica che viene mossa a questo spot è di razzismo nei confronti del popolo giamaicano ed in generale alle popolazioni caraibiche. Il protagonista dello spot è infatti un uomo bianco con un accento marcatamente caraibico. I media americani accusano Volkswagen di aver utilizzato uno stereotipo negativo del giamaicano più intento a cantare e “godersi la vita” piuttosto che lavorare.

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Abercrombie & Fitch apre a Bologna il secondo negozio in Italia

abercromnie fitch milano italia italy bolognaAbercrombie & Fitch è uno dei marchi di moda casual più famosi tra le teeneger e i teeneger di tutto il mondo, Italia compresa.

Azienda americana fondata nel 1892 a Manhattan da David Abercrombie, che otto anni dopo, in seguito all’accordo con l’imprenditore Ezra Fitch ha trasformato il nome del marchio nel definitivo Abercrombie & Fitch. Inizialmente produttrice di abbigliamento sportivo e per la pesca, l’azienda ora è composta da più brand, come Hollister e Gilly Hicks. Con 1.045 punti vendita in tutto il mondo, e 4 miliardi di dollari incassati solo quest’anno, che hanno portato a 126 milioni di dollari di utili, il marchio sembra essere in un buono stato di salute.

Nonostante ciò, si è rincorsa più volte la notizia di una possibile chiusura della filiale di Milano, l’unica in Italia, situata in zona San Babila, e che ogni giorni richiama folle di giovani.

Adesso Abercrombie, oltre a smentire la chiusura del negozio di Milano, raddoppia ed entro il 2013 aprirà la seconda sede in Italia, a Bologna in via Indipendenza, nel locale finora occupato dalla Banca Monte dei Paschi di Siena.

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